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Alla scoperta della danza
del ventre
L’obbiettivo di questo
articolo è portare alla luce la vera pratica e l’arte della
danza del ventre, togliendo il carico di pregiudizi che essa ha
portato fino ai nostri giorni. Di solito, la prima immagine che
si ha sulla danza del ventre sono gli harem, oppure la donna
semi nuda piena di sessualità. E’ vero che questa immagine
tante volte è stata utilizzata da alcune professionali che ne
hanno approfittato a scopo personale.
La danza del
ventre è una espressione artistica in cui la donna lascia
emergere la propria femminilità e la conoscenza di se stessa,
oltre ad essere una scelta di tanto studio e dedizione. Molto si
discute sulla sua origine. Sicuramente la danza del ventre che
oggi conosciamo non è l’originale, possiamo verificare questa
diversità a priori, per mezzo del suo nome, perché in realtà,
in arabo, questa danza si chiama Racks al Shark,
letteralmente, danza dell’est, danza orientale. Passò per
essere conosciuta come dance du ventre dopo
i viaggi realizzati dagli orientalisti europei nei paesi
orientali alla fine del secolo XIX. Questa nomenclatura limita
la totalità della sua espressione, potremmo chiamarla, in verità,
"la danza di tutto il corpo", poiché i suoi movimenti
non si limitano solo al ventre, ma è un completo lavoro di
tutto il corpo, con movenze isolate delle braccia, testa,
bacino, petto, gambe, la cui integrazione crea l’armonia nella
danza.
Ci sono
teorie che affermano la sua origine sin dai primordi
dell’umanità, ballata in maniera sacra dai popoli matriarcali
nei rituali alla grande Dea Madre, dea del femminile e della
fertilità. Un’altra ipotesi è che ci sarebbe stata la
diffusione della danza dai popoli nomadi, originari
dell’India, assorbendo influenze di diverse altre culture.
Possiamo osservare movimenti simili a quelli della danza del
ventre in diverse culture, ad esempio, la danza indiana, le
danze orientali, il flamenco spagnolo, la hula hawaiana. Oggi
possiamo distinguere la danza del ventre in Racks
Baladi, che è la danza fatta dal popolo, cioè che eseguono
le donne, i bambini, le danzatrici meno istruite, nelle feste
famigliari e di strada, e la Racks Shark che
si balla con gli stessi movimenti della Racks Baladi, solo più
raffinati, disciplinati e puliti, con un repertorio più vasto e
un livello artistico più alto, trovata negli spettacoli
professionali.
Attualmente,
in Egitto, troviamo nei grandi alberghi di lusso gli spettacoli
delle cosiddette grandi ballerine con le loro orchestre
personali egiziane. Ci sono diverse modalità nella danza del
ventre e diverse danze folcloristiche nel repertorio di una
ballerina professionale, come il velo, il bastone, i cimbali,
ecc. Lo studio, la conoscenza e riconoscimento dei ritmi arabi
nella musica caratterizzano le diverse modalità e l’uso dei
movimenti specifici.
La pratica
della danza del ventre ci porta dei benefici: fisicamente,
rinforza la muscolatura di tutto il corpo, assottiglia la vita,
brucia calorie, dà maggiore equilibrio e consapevolezza
corporale; per la mente, rilassa, stimola la femminilità,
l’autostima e la fiducia in sé stesse. La danza del ventre è
ormai praticata in tutto il mondo, è molto diffusa,
principalmente in America, dove le ballerine fanno sempre
innovazioni, creano fusioni e fanno dei movimenti con il velo
molto più elaborati che nei paesi arabi. In Europa, questa
danza è molto praticata in Germania ed in Italia, guadagna
sempre più spazio, è sempre più conosciuta, valorizzata e
rispettata. Attualmente, i corsi di danza del ventre sono sempre
più ricercati dalle donne in Italia, attratte dal suo fascino,
tante di loro si identificano e la coltivano appassionatamente.
E proprio a causa della sua diffusione che dobbiamo stare
attente alla scelta dell’insegnante, questa deve osservare con
attenzione i nostri movimenti, la postura per non creare dei
vizi sin dall’inizio, oltre a stimolare l’apprendimento
dell’allieva e ad essere paziente. Tutte le donne possono fare
la danza del ventre, non c’è una regola per un tipo di fisico
o per l’età, è una danza del femminile, quindi appartiene
alla donna. Una volta emersa da questa danza, la studentessa
capisce che è un mondo di scoperte, cioè di cultura e di una
infinità di cose da imparare, magari per tutta la vita!
Maya
Gaorry www.mayagaorry.com
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